Archivi giornalieri: 21 gennaio 2017


L’uso di prodotti naturali, sia per la salute dell’uomo che per quella degli animali, è in continua crescita. Studi farmacologici dimostrano infatti che se un prodotto è utilizzato per l’uomo può essere altrettanto adatto per gli animali, che da sempre sono grandi amici del “naturale”… Si pensi che le prime erbe indicate per trattare le malattie degli esseri umani sono state individuate migliaia di anni fa proprio osservando come gli animali curavano i propri disturbi. Oggi, molti proprietari di animali, sia da allevamento che da compagnia, si rivolgono ai veterinari “olistici” – cioè esperti in medicine naturali – poiché essi conoscono l’impiego di erbe, rimedi omeopatici, oli essenziali ecc. e adottano tecniche quali agopuntura e massaggio per il benessere dei nostri piccoli, grandi amici. Occorre poi ricordare che l’uso delle terapie complementari permette di curare gli animali non solo sul piano fisico, ma anche su quello psichico, emozionale ed energetico. È ormai da molti anni che in Medicina Veterinaria, accanto all’allopatia coesistono diverse discipline mediche definite comunemente ‘non convenzionali’, ‘complementari’, ‘alternative’, ‘energetiche’, ‘naturali’. Si tratta di medicine ‘altre’ che, analogamente a quanto avviene nella sanità per l’uomo, integrano e potenziano la veterinaria convenzionale. Queste discipline mediche si differenziano dall’allopatia per alcuni importanti aspetti. L’allopatia, che pure ha tantissimi e riconosciuti meriti, ha sviluppato un approccio analitico – meccanicistico della medicina che ha indotto ad uno studio frammentario ed ultraspecialistico del corpo. Ne è derivato un modello terapeutico il cui effetto specifico è mirato solo su un particolare organo bersaglio, quello ‘malato’, quasi esistesse al di fuori dell’intero organismo, con scarsa o nulla considerazione per i fattori ambientali esterni o per i fattori psico – comportamentali del soggetto. Le medicine non convenzionali (MNC), invece, hanno un approccio di tipo relativistico – energetico che permette uno studio integrato ed olistico (dal greco […]

Fitoterapia e medicine non convenzionali in veterinaria



L’apparato digerente di cani e gatti e’ piu’ corto rispetto all’uomo (circa la metà) il cibo viene assimilato ed elaborato in modo diverso dall’uomo, l’ acidità gastrica e’ in grado di combattere i batteri presenti nel cibo. Questo è il motivo per cui sono meno suscettibili ad intossicazione da Escherichia coli, Salmonella ecc. Come regola generale, un cane attivo normale richiede un pasto giornaliero di circa il 2% del suo peso corporeo. Un cane molto attivo può richiedere circa il 3% del suo peso corporeo al giorno. I cuccioli possono utilizzare fino al 5% del loro peso corporeo in crescita. In natura, gli animali sanno cercare quei cibi che soddisfano le loro esigenze nutrizionali. Ad esempio i lupi prima di mangiare il muscolo o osso, mangiano il contenuto dello stomaco, il fegato, pancreas e intestino, tessuti ricchi di enzimi fondamentali per la digestione. I Cuccioli del Lupo sono svezzati e mantenuti dal cibo rigurgitato contenete gli enzimi digestivi. L’integrazione con enzimi digestivi trova indicazione per quei soggetti che hanno difficoltà digestive per un esaurimento pancreatico. Un alimento cotto provoca la moltiplicazione quasi immediata dei globuli bianchi che, come è noto, servono a difenderci da corpi estranei e dannosi, soprattutto di natura microbica, mentre l’alimento crudo non la provoca mai. Esiste, insomma, nell’ organismo una sorta di automatismo fisiologico in virtù del quale l’alimento cotto è considerato come un aggressore. Le difese leucocitarie, sollecitate diverse volte al giorno finiscono inevitabilmente con l’indebolirsi con maggiore vulnerabilità alle infezioni. L’organismo animale è in grado di utilizzare anche il cibo cotto ma è costretto a trasformare un cibo morto in materia vivente con un dispendio notevole di energie vitali sottraendole all’economia delle difese immunitarie. Il trattamento termico, modifica o distrugge molte sostanze nutritive importanti – fino al 100% la perdita di alcune vitamine, fino […]

Alimentazione: CIBO CRUDO O COTTO ?